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IO CONFESSO

Il seguente manifesto fu pubblicato il 29 dicembre 1990 in occasione dell'uscita di Europa

Apparentemente, va tutto bene; Lars von Trier è uno scienziato, un artista e un essere umano. E tuttavia, potrei ugualmente affermare che sono un essere umano, benché io sia un artista, uno scienziato e un regista.

Piango scrivendo queste righe perché ho sfoggiato un'attitudine presuntuosa: con che diritto darei lezioni? Con che diritto prenderei in giro il lavoro e la vita degli altri? Ho tanta vergogna che le mie scuse - essermi lasciato sedurre dall'arroganza e dalla scienza - si rivelano una menzogna!

È vero che ho tentato di intossicarmi in una nube di complessità sul significato dell'arte e il compito dell'artista. Inventavo teorie ingegnose sull'anatomia e la natura del cinema. Ma mai, devo confessarlo, ho potuto soffocare la mia passione più profonda: IL MIO BISOGNO CARNALE.

Il nostro rapporto con il cinema può essere descritto in più modi. Si possono inventare teorie molto dotte, ci si può lasciar portare in un viaggio alla scoperta di paesi sconosciuti. Si può anche pretendere che il cinema sia la pozione che utilizzeremo per influenzare il nostro pubblico, per farlo sorridere o piangere... e pagare. Tutto questo sembrerebbe molto convincente, ma non ci credo.

Non c'è che una solo scusa per accettare di attraversare quell'inferno che è il processo creativo di un film: il piacere carnale dell'istante in cui i proiettori e gli altoparlanti della sala cinematografica permettono all'illusione del suono e del movimento di sorgere, come un elettrone che abbandona la propria orbita per generare luce e creare l'essenziale: la nascita miracolosa della VITA! È questa e solo questa la ricompensa del regista, la sua speranza, la sua rivendicazione.

Quando la magia del film funziona veramente, la sensualità si impossessa del corpo in forma di onde orgasmiche... È l'esperienza che cerco, questa e solo questa è stata la forza creatrice del mio lavoro. NULL'ALTRO. Voilà, l'ho scritto e mi fa sentire bene. Dimenticate ogni scusa: "Il fascino infantile" e "L'umiltà totale", perché ecco qui la mia confessione, nero su bianco: IO, LARS VON TRIER, NON SONO CHE UN SEMPLICE MASTURBATORE DELLO SCHERMO.

E malgrado tutto Europa, la terza parte della mia trilogia, non comporta alcun inganno. Puro e chiaro, nulla è stato soffocato sotto spessi strati "d'arte". In questo film nessun trucco è troppo grossolano, nessun effetto troppo volgare.

VERSATE UNA SOLA LACRIMA SOLITARIA O UN'UNICA GOCCIA DI SUDORE E LA CAMBIERÒ VOLENTIERI CON QUELLA TUTTA "L'ARTE" DEL MONDO.

Infine, sottopongo al giudizio divino i miei tentativi alchemici per trasformare la Celluloide in vita reale. Una cosa, tuttavia, è sicura: la vita naturale creata da Dio, che noi ritroviamo uscendo dalla sala oscura, non può essere ricreata, perché è la sua creazione la sua essenza divina.

Pubblicato il 29 dicembre 1990,
in occasione dell'uscita di Europa


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